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Qualifica Cleanroom (ISO 14644-3): Guida ai test essenziali

Guida operativa alla qualifica delle cleanroom secondo ISO 14644-3:2019 ed EU GMP Annex 1: test HVAC, criteri di accettazione, smoke study, recovery e riesame.

A Aldo Xhango 7 min di lettura
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Qualifica Cleanroom (ISO 14644-3): Guida ai test essenziali

Risposta breve: la ISO 14644-3:2019 non assegna da sola una classe di pulizia e non definisce un protocollo GMP completo. Fornisce metodi di prova per dimostrare come una cleanroom, una clean zone o un dispositivo ad aria pulita si comportano rispetto all’uso previsto. In ambito farmaceutico, la selezione dei test e i criteri di accettazione devono essere approvati prima dell’esecuzione e collegati a URS, progetto, valutazione del rischio, Contamination Control Strategy (CCS), protocollo di qualifica e requisiti applicabili.

Per questo la qualifica non dovrebbe ridursi a un conteggio particellare o a un certificato HVAC. Deve produrre una catena di evidenze difendibile: requisito → rischio → test → criterio di accettazione → risultato → deviazione/CAPA → stato qualificato.

In pratica
La domanda corretta non è “quali test prevede sempre la ISO 14644-3?”, ma “quali prestazioni devono essere dimostrate per questa installazione, in questo stato operativo e per questo processo?”.

ISO 14644-1, -2 e -3: tre obiettivi diversi

Le tre parti vengono spesso confuse, ma rispondono a domande differenti:

  • ISO 14644-1: come classificare la pulizia dell’aria mediante la concentrazione di particelle.
  • ISO 14644-2: come impostare il monitoraggio per dimostrare nel tempo la prestazione rispetto alla classificazione.
  • ISO 14644-3:2019: quali metodi possono essere usati per verificare caratteristiche prestazionali della cleanroom e dell’aria pulita.

La ISO 14644-3:2005 è stata ritirata. Per nuovi protocolli e revisioni documentali il riferimento deve essere l’edizione 2019, nella versione corretta nel 2020, verificando sempre le copie controllate disponibili nel sistema documentale aziendale.

Il collegamento con EU GMP Annex 1 e Annex 15

Per la produzione sterile, EU GMP Annex 1 distingue chiaramente la qualifica della cleanroom dal monitoraggio ambientale operativo. La qualifica deve essere condotta in coerenza con Annex 15 e, quando pertinente al progetto e al funzionamento, può includere integrità del sistema filtrante installato, portata e velocità dell’aria, differenze di pressione, direzione e visualizzazione dei flussi, contaminazione microbica, temperatura, umidità relativa, recovery e tenuta del contenimento.

La serie ISO 14644 è quindi un riferimento metodologico importante, ma non sostituisce la valutazione GMP. Il protocollo deve spiegare perché un test è incluso o escluso, quali condizioni rappresentano il caso peggiore e come il risultato sostiene la CCS e l’uso previsto.

Prima di iniziare: cosa deve essere definito nel protocollo

Un test ben eseguito può comunque essere debole in ispezione se il criterio è stato deciso dopo aver visto il risultato. Prima dell’esecuzione, il protocollo dovrebbe definire almeno:

  1. scopo e confini: locali, zone, filtri, terminali, sistemi di barriera e condizioni escluse;
  2. stato di occupazione: as-built, at-rest o operational, con configurazione di impianti, porte, attrezzature e personale;
  3. prerequisiti: commissioning completato, bilanciamento HVAC, tarature valide, manutenzione e pulizia;
  4. metodo e punti di misura: strumenti, incertezza, tracciabilità, schema di campionamento e gestione dei dati grezzi;
  5. criteri di accettazione: derivati da URS, progetto, standard applicabili, Annex 1, valutazione del rischio e uso previsto;
  6. gestione degli eventi: deviazioni, ripetizioni, invalidazioni, CAPA e approvazione del rapporto.

Matrice pratica dei test di qualifica

Test Cosa dimostra Evidenza da conservare Fonte del criterio
Leakage/integrità filtri installati Assenza di perdite in filtro, guarnizioni, telaio e installazione Mappa filtri, aerosol e strumenti, scansione, risultati e riparazioni Protocollo, classe filtro, metodo applicabile e specifiche approvate
Portata e velocità aria Capacità dell’HVAC e protezione nella posizione di lavoro Griglia punti, condizioni, valori, media/variabilità e incertezza URS, design e, per UDAF, giustificazione scientifica/CCS
Differenze di pressione Direzione della cascata e separazione tra aree Valori stabili, porte/configurazione, setpoint, allarmi e ritardi CCS, zoning, URS e limiti approvati
Direzione e visualizzazione flussi Assenza di ingressi o percorsi contaminanti verso zone critiche Video identificati, scenario, interventi simulati, osservazioni e conclusioni Processo, CCS, Annex 1 e protocollo
Recovery Tempo necessario per ripristinare lo stato di pulizia definito Condizione iniziale, curva, endpoint, tempo e ripetibilità Procedura, uso previsto e valore qualificato
Temperatura, UR e contenimento Condizioni ambientali e tenuta rilevanti per prodotto/processo Mappatura, condizioni operative, trend, test di tenuta se applicabile URS, processo, sicurezza e valutazione del rischio

1. Integrità dei filtri HEPA/ULPA installati

Il test in situ verifica il sistema filtrante dopo trasporto e installazione. Non deve essere confuso con il certificato di efficienza del filtro rilasciato dal produttore. L’esecuzione deve coprire filtro, guarnizioni, telaio e punti di possibile bypass, utilizzando aerosol, strumentazione e velocità di scansione compatibili con il metodo approvato.

Non esiste un unico limite percentuale da applicare indiscriminatamente a ogni filtro e installazione. Il criterio deve essere definito nel protocollo in funzione della classe del filtro, del metodo, della specifica progettuale e dei requisiti applicabili. Ogni riparazione deve essere tracciata, rivalutata e seguita dal retest previsto.

2. Portata, velocità dell’aria e ricambi

Per i sistemi a flusso unidirezionale, la misura deve dimostrare una protezione adeguata nella posizione di lavoro, non soltanto vicino alla faccia del filtro. EU GMP Annex 1 riporta per i sistemi UDAF un valore guida omogeneo di 0,36–0,54 m/s nella posizione di lavoro, salvo diversa giustificazione scientifica nella CCS; il valore non va trasformato in una specifica universale per qualsiasi cleanroom.

Nei locali non unidirezionali, i ricambi d’aria/ora sono un dato di progetto e bilanciamento, non un criterio GMP fisso. Devono essere sufficienti a sostenere classificazione, recovery, carico termico, pressioni e controllo della contaminazione nelle condizioni operative definite.

3. Differenze di pressione e allarmi

Le pressioni supportano la direzione dell’aria tra aree con diversa criticità. Il valore corretto dipende da zoning, porte, pass-box, estrazioni, contenimento e processo. L’edizione vigente di Annex 1 richiede che setpoint e criticità siano valutati nella CCS; le differenze identificate come critiche devono essere monitorate e registrate in continuo, con avvisi e risposta procedurale.

La qualifica dovrebbe quindi verificare non solo il valore a porte chiuse, ma anche stabilità, direzione, allarmi, ritardi giustificati, perdita di alimentazione e, quando pertinente, recupero dopo apertura porte.

4. Airflow visualisation: lo smoke study deve rappresentare il processo

La visualizzazione dei flussi serve a dimostrare che l’aria non migra da aree meno pulite verso aree più pulite e non attraversa operatori o attrezzature prima di raggiungere il prodotto esposto. Per i processi asettici, scenari generici o solo at-rest hanno valore limitato.

Gli studi devono coprire condizioni at-rest e in operation, incluse le normali attività e gli interventi rilevanti. I video devono essere identificabili e conservati; il rapporto dovrebbe collegare ogni scenario al rischio, indicare punto di emissione, configurazione, operatori, conclusione ed eventuali azioni correttive. Il fumo non deve introdurre un rischio non controllato per ambiente, attrezzature o prodotto.

5. Recovery: qualificare un tempo, non inseguire un numero

Il recovery test misura il tempo necessario per ritornare al livello di pulizia definito dopo una perturbazione controllata. EU GMP Annex 1 indica un valore guida inferiore a 20 minuti per il “clean-up period”, ma il tempo qualificato deve essere determinato, documentato e incorporato nelle procedure del sito.

Il protocollo deve precisare condizione iniziale, modalità di perturbazione, punti di misura, endpoint, algoritmo e ripetizioni. Un risultato più lungo del previsto non dimostra automaticamente un difetto HVAC: richiede un’indagine su bilanciamento, carichi, infiltrazioni, zone morte, configurazione e metodo di prova.

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Quando riqualificare

La periodicità non dovrebbe essere l’unico trigger. Oltre alla riqualifica pianificata, una valutazione d’impatto deve stabilire quali prove ripetere dopo modifiche o eventi come sostituzione filtri, variazioni HVAC, nuovi layout o attrezzature, interventi strutturali, deviazioni di pressione, perdita di controllo, trend anomali o cambiamenti del processo.

La ripetizione “di tutto” non è sempre necessaria; anche un retest troppo limitato può però lasciare un rischio non valutato. La decisione deve essere documentata e collegata a change control, CCS e conoscenza del sistema.

Checklist di revisione QA

  • Il protocollo distingue classificazione, qualifica e monitoraggio?
  • Edizione dello standard, metodo, strumenti e tarature sono identificati?
  • Stato di occupazione e configurazione operativa sono riproducibili?
  • I criteri sono approvati prima del test e tracciabili a requisiti/rischi?
  • I punti di misura coprono posizioni critiche e caso peggiore?
  • Dati grezzi, video e file elettronici sono attribuibili e protetti?
  • Ripetizioni e invalidazioni hanno una motivazione documentata?
  • Le deviazioni valutano impatto su prodotto, CCS e stato qualificato?
  • Il rapporto conclude chiaramente cosa è qualificato e con quali limiti?

Domande frequenti

ISO 14644-3 classifica una cleanroom?

No. La classificazione particellare è trattata dalla ISO 14644-1. La parte 3 fornisce metodi di prova per caratteristiche prestazionali.

Il limite di perdita HEPA è sempre 0,01%?

No. Non va applicato come limite universale senza verificarne pertinenza. Criterio, aerosol, strumento e metodo devono essere coerenti con filtro, specifica e protocollo approvato.

Esiste un numero GMP fisso di ricambi d’aria/ora?

No. Il valore deve sostenere l’uso previsto e le prestazioni dimostrate: classificazione, recovery, cascata pressoria, carichi e controllo della contaminazione.

Lo smoke study deve essere registrato?

Per l’applicazione di EU GMP Annex 1, i video degli studi di visualizzazione dei flussi devono essere conservati. Devono permettere di capire scenario, configurazione e conclusione.

Il recovery deve essere sempre inferiore a 20 minuti?

Annex 1 indica meno di 20 minuti come valore guida del clean-up period. Il sito deve determinare, documentare e rispettare il proprio tempo qualificato.

Approfondimenti e strumenti

Fonti primarie

Nota editoriale: questo contenuto sintetizza requisiti e principi operativi senza riprodurre le procedure normative. Verifica sempre le copie controllate degli standard e i requisiti applicabili alla tua installazione.

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