Il sample size del test di sterilità USP <71> è uno dei punti più verificati durante audit e ispezioni regolatorie: quante unità prelevare da ciascun lotto e quanto prodotto trasferire in ciascun terreno di coltura non sono scelte del laboratorio, ma requisiti compendiali definiti da due tabelle del capitolo. Un piano di campionamento inferiore al minimo rende il test non conforme, con conseguenze dirette sul rilascio del lotto. In questa guida vediamo come applicare correttamente le regole di numerosità della USP <71>, come si raccordano con la Ph. Eur. 2.6.1 e quali errori evitare per restare audit-ready.
Sample size USP <71>: cosa richiede il capitolo
Il capitolo USP <71> Sterility Tests è un testo armonizzato tra le tre farmacopee del Pharmacopeial Discussion Group (USP, Ph. Eur. e JP). Il test prevede due terreni di coltura: il Fluid Thioglycollate Medium (FTM), incubato a 30–35 °C e destinato principalmente ai batteri anaerobi oltre che agli aerobi, e il Soybean–Casein Digest Medium (SCDM/TSB), incubato a 20–25 °C per funghi e batteri aerobi. L'incubazione dura non meno di 14 giorni, con osservazioni periodiche delle colture.
La numerosità campionaria è governata da due tabelle distinte, che rispondono a due domande diverse:
- Tabella 2 — quanto prodotto prelevare da ciascun contenitore per ciascun terreno, in funzione del volume o del peso di riempimento;
- Tabella 3 — quante unità testare per lotto, in funzione della dimensione del lotto e della tipologia di prodotto.
Le regole valgono sia per la filtrazione su membrana — da preferire ogni volta che la natura del prodotto lo consente — sia per l'inoculo diretto.
Quante unità testare per lotto: la Tabella 3
La Tabella 3 stabilisce il numero minimo di articoli da testare in relazione al numero di articoli nel lotto. Le soglie principali per le categorie più comuni sono riassunte qui sotto.
| Tipologia di prodotto | Dimensione del lotto | Numero minimo di unità da testare |
|---|---|---|
| Preparazioni parenterali | ≤ 100 contenitori | 10% oppure 4 contenitori (il maggiore dei due) |
| 101–500 contenitori | 10 contenitori | |
| > 500 contenitori | 2% oppure 20 contenitori (il minore dei due) | |
| Parenterali a grande volume | — | 2% oppure 10 contenitori (il minore dei due) |
| Oftalmici e altri non iniettabili | ≤ 200 contenitori | 5% oppure 2 contenitori (il maggiore dei due) |
| > 200 contenitori | 10 contenitori | |
| Prodotti solidi bulk | ≤ 4 contenitori | Ogni contenitore |
| 5–50 contenitori | 20% oppure 4 contenitori (il maggiore dei due) | |
| > 50 contenitori | 2% oppure 10 contenitori (il maggiore dei due) |
Un punto spesso frainteso: se il contenuto di ciascuna unità è sufficiente per entrambi i terreni (secondo la Tabella 2), può essere suddiviso in porzioni uguali da aggiungere a ciascun terreno. Se invece il contenuto non basta per entrambi, occorre utilizzare il doppio delle unità indicate in tabella.
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Quanto prodotto per ciascun terreno: la Tabella 2
La Tabella 2 definisce la quantità minima da utilizzare per ciascun terreno, per ogni contenitore campionato. Per i liquidi:
- volume < 1 mL: l'intero contenuto del contenitore;
- 1–40 mL: metà del contenuto, ma non meno di 1 mL;
- > 40 mL e ≤ 100 mL: 20 mL;
- > 100 mL: il 10% del contenuto, ma non meno di 20 mL;
- liquidi antibiotici: 1 mL.
Per i solidi:
- < 50 mg: l'intero contenuto del contenitore;
- da 50 mg a meno di 300 mg: metà del contenuto, ma non meno di 50 mg;
- da 300 mg a 5 g: 150 mg;
- > 5 g: 500 mg.
Per preparazioni insolubili, creme e unguenti la quantità di riferimento è almeno 200 mg, mentre per i dispositivi medici si utilizza l'intero dispositivo, tagliato in pezzi o disassemblato.
USP <71> e Ph. Eur. 2.6.1: armonizzazione e interscambiabilità
Le tabelle di numerosità della USP <71> coincidono con quelle del capitolo 2.6.1 della Farmacopea Europea e del capitolo corrispondente della Farmacopea Giapponese: il testo è stato armonizzato dal Pharmacopeial Discussion Group. La linea guida ICH Q4B Annex 8, adottata dalle autorità delle regioni ICH (per l'UE tramite EMA e per gli USA tramite FDA), riconosce l'interscambiabilità dei tre capitoli ai fini regolatori, con alcune precisazioni locali indicate nell'annex stesso.
Attenzione però a due aspetti pratici. Primo: l'interscambiabilità non esonera dal dichiarare nel dossier quale farmacopea si applica e dal presidiare le divergenze residue segnalate dalle autorità. Secondo: per i prodotti sterili fabbricati in asepsi, l'Annex 1 EU GMP chiede che i campioni per il test di sterilità siano rappresentativi dell'intero lotto e includano in particolare le unità a maggior rischio: quelle riempite a inizio e fine del riempimento asettico e dopo interventi significativi sulla linea. Il minimo compendiale della Tabella 3 va quindi combinato con un criterio di selezione risk-based delle unità.
Errori tipici rilevati in audit
- Campionare meno del minimo per prodotti costosi: il valore economico delle unità (biologici, ATMP, piccoli lotti) non giustifica deroghe alla Tabella 3; le riduzioni sono previste solo dove il capitolo stesso le contempla (es. lotti molto piccoli di solidi bulk).
- Confondere le due tabelle: la Tabella 3 conta i contenitori per lotto, la Tabella 2 i volumi per contenitore e per terreno; il piano di campionamento deve documentarle entrambe.
- Dimenticare il raddoppio delle unità quando il contenuto di un contenitore non è sufficiente per entrambi i terreni.
- Selezione non rappresentativa: unità prelevate tutte dallo stesso punto del riempimento, senza coprire inizio, fine e interventi, in contrasto con l'Annex 1.
- SOP disallineate tra sito e laboratorio conto terzi: il contract lab applica una farmacopea, il dossier ne dichiara un'altra.
Raccomandazione GuideGxP
Il modo più solido per rendere difendibile il sample size è togliere ogni calcolo estemporaneo dal giorno del campionamento: riporta le Tabelle 2 e 3 nella SOP del test di sterilità, predisponi una matrice per i formati e le dimensioni di lotto ricorrenti del tuo sito (con il numero di unità già calcolato e verificato da QA) e integra nel piano di campionamento il criterio di rappresentatività dell'Annex 1, con la mappa dei punti di prelievo. In sede di audit, la coerenza tra SOP, batch record e dossier regolatorio è la prima cosa che l'ispettore verifica.
Se lavori su mercati multipli e devi gestire le divergenze tra farmacopee anche oltre il test di sterilità, la guida operativa Farmacopee a Confronto GMP: Gestione operativa delle divergenze USP – Ph. Eur. – JP – BP in Audit GxP fornisce criteri decisionali e strumenti pronti all'uso per difendere le tue scelte compendiali in ispezione.