PHARMA LAB · PL-03-017
Qualifica delle centrifughe: velocità, temperatura e tempo

In questo articolo
Definire il sistema da qualificare
La qualifica riguarda la centrifuga come viene utilizzata: unità principale, rotore, cestelli, adattatori, contenitori, sensori, programmi e carichi ammessi. Identifica ogni configurazione e il metodo che la impiega. Un rapporto riferito soltanto al numero di serie della macchina può lasciare ambiguo ciò che è stato effettivamente verificato.
In ambito farmaceutico, l’Annex 15 EU GMP offre un quadro per pianificare qualifiche proporzionate al rischio lungo il ciclo di vita. Applica questo quadro nel sistema qualità del sito; non trasformare le sigle IQ, OQ e PQ in tre certificati scollegati dall’uso. La sicurezza rimane un prerequisito di ogni prova.
Distingui i termini: la taratura caratterizza la relazione tra indicazioni e riferimenti, con le relative incertezze; una verifica confronta evidenze e requisiti; l’aggiustamento modifica il sistema. La qualifica integra documenti e prove per dimostrare l’idoneità prevista. Nessuna di queste attività sostituisce automaticamente le altre.
Tradurre l’uso previsto in requisiti critici
Parti da campioni, frazione da recuperare, intervalli di velocità e tempo, condizioni termiche, produttività e rischi. Stabilisci quali funzioni possono compromettere identità, stabilità, recupero o riproducibilità. Il requisito «centrifugare a freddo» è troppo vago: servono una condizione del campione, un periodo rilevante e un criterio verificabile.
Definisci i punti di prova e le configurazioni che rappresentano il campo d’uso. Giustifica estremi, carichi rappresentativi e ripetizioni secondo rischio e variabilità attesa; non scegliere un numero standard di prove senza spiegazione. Una configurazione sfavorevole per il raffreddamento potrebbe non esserlo per la stabilità della velocità.
Per ciascun requisito indica la fonte del criterio: metodo sviluppato, dati di stabilità, requisiti approvati o specifica applicabile. Una specifica strumentale molto ampia può non proteggere il metodo. Mantieni il collegamento con rotore, raggio e conversione RPM–RCF.
Confermare installazione e prerequisiti
La verifica di installazione identifica componenti e accessori e controlla collocazione, supporto, alimentazione e condizioni ambientali secondo progetto e istruzioni. Raccogli manuali pertinenti, configurazione dei programmi, documentazione di sicurezza, manutenzione prevista e stato dei riferimenti di misura.
Prima delle prove conferma che rotore, accessori e carico siano consentiti, integri e correttamente montati. Personale addestrato deve conoscere arresto, anomalie e responsabilità. Eventuali prove funzionali delle protezioni seguono procedure autorizzate: non si induce un guasto pericoloso per dimostrare che una protezione interviene.
IEC 61010-2-020:2026 è la norma di sicurezza specifica per centrifughe elettriche da laboratorio; la scheda pubblica consultata ne definisce il campo. Non ricavare da quella scheda tolleranze di qualifica o una certificazione automatica del modello. La documentazione del sistema deve chiarire le condizioni ammesse per le verifiche.
Verificare velocità e tempo senza eludere le protezioni
Per la velocità scegli un metodo di confronto previsto per la macchina e un riferimento con campo, risoluzione e incertezza adeguati. Una misura ottica è utilizzabile solo attraverso un accesso predisposto e autorizzato; non sollevare il coperchio, non escludere interblocchi e non applicare marcatori improvvisati al rotore. Se manca un accesso sicuro, coinvolgi personale qualificato con un metodo compatibile.
Registra impostazione, indicazione, risultato del riferimento, rotore, carico e momento della lettura. Una sola lettura stabilizzata non descrive automaticamente rampa o stabilità dell’intero ciclo. Se converti il risultato in RCF, documenta anche raggio, unità e convenzione usata.
Per il tempo definisci gli eventi iniziale e finale: avvio del programma, raggiungimento della velocità, fine del mantenimento e arresto completo non coincidono. Confronta lo stesso intervallo con un riferimento temporale adeguato e considera la risoluzione e l’incertezza nell’identificazione degli eventi. Conserva i dati originali, non soltanto «timer conforme».
Separare indicazione, camera e campione
Il setpoint è un comando; l’indicazione è ciò che il sistema riporta; una misura in camera riguarda una posizione; la temperatura del campione riguarda la matrice nel contenitore durante il ciclo. La taratura del sensore non dimostra da sola l’equivalenza fra queste grandezze.
Pianifica condizioni iniziali, eventuale precondizionamento, volume, carico, posizioni e periodo da osservare. Il metodo di misura deve avere risposta e incertezza adeguate e non alterare in modo rilevante il comportamento che vuoi valutare. Documenta cosa rappresenta un eventuale sostituto del campione e quali differenze restano.
Non introdurre sonde, cavi o registratori non autorizzati nelle parti rotanti. Una misura dopo l’arresto può fornire informazioni utili, ma non dimostra l’intero profilo durante la corsa: apertura e ritardo di lettura possono modificarla. Se il requisito riguarda tutto il ciclo, concorda una soluzione sicura idonea o delimita esplicitamente la conclusione.
La ricerca NIH sull’ultracentrifugazione analitica mostra quanto il posizionamento e l’evoluzione termica siano rilevanti per la misura. I suoi dispositivi sperimentali e le modifiche meccaniche non costituiscono istruzioni da trasferire a una centrifuga di routine.
Collegare ogni prova alla decisione di rilascio
La matrice seguente è un modello originale da adattare. I criteri devono essere approvati prima dell’esecuzione; non contiene tolleranze universali.
| Requisito | Funzione | Prova sicura | Riferimento | Criterio e fonte | Evidenza |
|---|---|---|---|---|---|
| Velocità del metodo | Regolazione e indicazione | Confronto tramite accesso autorizzato | Misura di velocità riferibile | Intervallo approvato per l’uso | Risultati, carico, incertezza |
| Esposizione temporale | Conteggio e sequenza | Confronto degli eventi definiti | Riferimento temporale idoneo | Durata ammessa dal metodo | Tempi e definizione degli eventi |
| Condizione termica | Controllo e trasferimento di calore | Misura compatibile con la configurazione | Termometria riferibile | Stabilità del campione e periodo richiesto | Posizioni, profilo, limiti del confronto |
| Separazione utile | Prestazione applicativa | Campioni o sostituti giustificati | Procedura analitica adeguata | Recupero e qualità della frazione previsti | Risultati e riproducibilità pertinente |
Valuta l’incertezza rispetto alla decisione da prendere e descrivi come trattare risultati vicini al limite. La riferibilità metrologica non garantisce da sola l’idoneità del risultato. Specifica campi e condizioni dei certificati, eventuali correzioni e limiti del metodo di confronto.
La prova applicativa può mostrare che la separazione funziona; non verifica automaticamente ogni funzione strumentale. Viceversa, velocità e timer conformi non dimostrano recupero o integrità del campione. Riesamina insieme le evidenze, registra deviazioni e impatto, quindi formalizza approvazione e campo autorizzato. Non rendere accettabile un esito cambiando a posteriori il criterio senza giustificazione e controllo documentato.
Riesaminare modifiche e configurazioni di carico
Caso simulato: il laboratorio passa da pochi tubi di piccolo volume a una configurazione con maggior volume complessivo, conservando setpoint e programma. Il precedente rapporto documentava solo il primo carico. Non dimostra automaticamente il comportamento termico del nuovo insieme, pur restando utile per le funzioni e condizioni effettivamente coperte.
Il responsabile confronta contenitori, adattatori, massa, condizioni iniziali e durata, valuta il rischio per il campione e definisce prove integrative mirate. La nuova configurazione entra nell’uso autorizzato soltanto dopo evidenze e approvazione pertinenti. Non è necessario ripetere indiscriminatamente tutto: occorre spiegare cosa rimane valido e perché.
Applica lo stesso ragionamento a manutenzione significativa, sostituzione del rotore, spostamento, aggiornamento del controllo o variazione del metodo. Frequenze di riesame e riqualifica dipendono da rischio, uso, istruzioni e storia delle prestazioni. Collega gli esiti alle registrazioni della preparazione e all’hub di gestione dei liquidi e campioni.
Per approfondire i passaggi collegati: Manutenzione delle centrifughe: vibrazioni, rotori e anomalie.
Fonti e campo di applicazione
- EU GMP Annex 15, 2015: pianificazione, qualifica, deviazioni e cambiamenti; versione operativa dal 1° ottobre 2015.
- JCGM 200:2012, VIM: taratura, verifica e riferibilità.
- NIST — Metrological Traceability: riferibilità, incertezza e idoneità all’uso.
- Zhao et al., 2014 — Rotor Temperature in Analytical Ultracentrifugation: studio primario NIH; campo specifico, nessuna procedura meccanica trasferita.
- IEC 61010-2-020:2026: scheda pubblica e campo, non testo integrale.
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