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USP <61> e <62>: Test dei Limiti Microbici a Confronto

USP <61> e <62> regolano l'esame microbiologico dei prodotti non sterili: enumerazione (TAMC/TYMC) e ricerca dei microrganismi specificati. Il confronto operativo tra i due capitoli, la suitability del metodo e i criteri di accettazione di USP <1111>.

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Illustrazione editoriale GuideGxP a colori sul tema GMP: test dei limiti microbici USP <61> e <62> in un laboratorio di microbiologia farmaceutica.

USP <61> e <62> sono i due capitoli della Farmacopea Statunitense che regolano l'esame microbiologico dei prodotti non sterili: il primo definisce i test di enumerazione (TAMC e TYMC), il secondo la ricerca dei microrganismi specificati. In laboratorio vengono spesso citati insieme, ma rispondono a due domande diverse: "quanti microrganismi ci sono?" e "ci sono microrganismi inaccettabili per questa via di somministrazione?". Confonderli — o applicarne uno solo quando la monografia li richiede entrambi — è una delle cause più frequenti di specifiche incomplete e di rilievi in audit. In questa guida mettiamo i due capitoli a confronto, con i requisiti operativi di ciascuno e gli errori da evitare.

USP <61> e <62>: due capitoli, un unico sistema

I due capitoli nascono per essere usati in coppia e sono armonizzati tramite il Pharmacopeial Discussion Group (PDG) con la Farmacopea Europea (Ph. Eur. 2.6.12 e 2.6.13) e con la Farmacopea Giapponese: un metodo conforme a USP <61>/<62> è quindi sovrapponibile ai capitoli europei equivalenti, un vantaggio concreto per i siti che rilasciano su più mercati. Il terzo elemento del sistema è USP <1111>, il capitolo informativo che fissa i criteri di accettazione per forma farmaceutica: <61> e <62> dicono come si esegue il test, <1111> dice quale risultato è accettabile.

Aspetto USP <61> USP <62>
Domanda a cui risponde Quanti microrganismi vitali contiene il prodotto (conta quantitativa) Sono presenti microrganismi specificati "objectionable" (esito qualitativo: presenza/assenza)
Output del test TAMC e TYMC in CFU/g o CFU/mL Assenza (o presenza) del microrganismo target nella quantità di campione definita
Metodi previsti Filtrazione su membrana, pour plate, spread plate, MPN Arricchimento in brodo seguito da isolamento su terreni selettivi
Terreni principali Soybean–Casein Digest Agar (TAMC), Sabouraud Dextrose Agar (TYMC) Terreni selettivi dedicati: MacConkey, XLD, Cetrimide, Mannitol Salt, VRBG, Columbia
Incubazione TAMC: 30–35 °C per 3–5 giorni; TYMC: 20–25 °C per 5–7 giorni Variabile per target (es. arricchimento E. coli in MacConkey Broth a 42–44 °C)
Uso tipico Specifiche di rilascio e stabilità, monitoraggio materie prime Conformità ai requisiti per via di somministrazione secondo <1111>

USP <61>: enumerazione microbica (TAMC e TYMC)

Il capitolo <61> misura la carica microbica totale attraverso due conte distinte: il Total Aerobic Microbial Count (TAMC) su Soybean–Casein Digest Agar, incubato a 30–35 °C per 3–5 giorni, e il Total Combined Yeasts and Molds Count (TYMC) su Sabouraud Dextrose Agar, incubato a 20–25 °C per 5–7 giorni. Il laboratorio sceglie tra filtrazione su membrana, pour plate, spread plate o Most Probable Number (MPN) in funzione della natura del campione e del limite da verificare: la filtrazione su membrana è preferibile quando il limite è basso o il prodotto ha attività antimicrobica rimovibile con i risciacqui, mentre l'MPN è riservato ai casi in cui gli altri metodi non sono applicabili.

Temi come questo — capitoli compendiali, suitability, criteri di accettazione — sono il pane quotidiano di The Pragmatic GMP, la newsletter settimanale gratuita di GuideGxP: ogni settimana un tema QA/QC spiegato in ottica operativa e audit-ready. Iscriviti qui.

USP <62>: la ricerca dei microrganismi specificati

Il capitolo <62> non conta: cerca. La logica è arricchimento in brodo non selettivo o selettivo, seguito da subcultura su terreno selettivo e conferma dell'identità. I target previsti dal capitolo sono:

  • Batteri Gram-negativi bile-tolleranti — arricchimento in Enterobacteria Enrichment Broth Mossel, isolamento su Violet Red Bile Glucose Agar;
  • Escherichia coli — arricchimento in MacConkey Broth a 42–44 °C, isolamento su MacConkey Agar;
  • Salmonella — su almeno 10 g di prodotto, con Rappaport Vassiliadis Salmonella Enrichment Broth e Xylose Lysine Deoxycholate Agar;
  • Pseudomonas aeruginosa — isolamento su Cetrimide Agar;
  • Staphylococcus aureus — isolamento su Mannitol Salt Agar;
  • Clostridi — Reinforced Medium for Clostridia e Columbia Agar in anaerobiosi;
  • Candida albicans — Sabouraud Dextrose Broth e Sabouraud Dextrose Agar.

Quali di questi target testare non lo decide il laboratorio: lo decidono la monografia del prodotto e i requisiti per via di somministrazione. Un prodotto orale acquoso richiede tipicamente l'assenza di E. coli; un topico l'assenza di S. aureus e P. aeruginosa; un rettale, di norma, nessun microrganismo specificato.

Suitability del metodo: il punto dove si fallisce

Entrambi i capitoli richiedono la dimostrazione di idoneità del metodo in presenza del prodotto, ed è qui che si concentrano i finding. I requisiti chiave sono tre. Primo: l'inoculo dei ceppi di riferimento non deve superare 100 CFU, con ceppi inoculati singolarmente e mai in miscela. I ceppi indicati dal capitolo armonizzato includono S. aureus ATCC 6538, P. aeruginosa ATCC 9027, B. subtilis ATCC 6633, C. albicans ATCC 10231 e A. brasiliensis ATCC 16404 (o equivalenti di altre collezioni riconosciute come NCIMB, CIP, NBRC). Secondo: per <61> il recupero in presenza del prodotto non deve differire di un fattore superiore a 2 dal controllo senza prodotto; se il prodotto inibisce, vanno applicati neutralizzanti, diluizioni o filtrazione con risciacqui, e la scelta va documentata. Terzo: un controllo negativo deve accompagnare ogni esecuzione del test per dimostrare l'assenza di contaminazioni della procedura. Una suitability eseguita una sola volta e mai rivalutata dopo cambi di formulazione è un classico rilievo: il razionale della validità nel tempo deve essere scritto, non presunto.

Criteri di accettazione: il ruolo di USP <1111>

I risultati di <61> e <62> si interpretano con i criteri di USP <1111>, armonizzato con Ph. Eur. 5.1.4. Per le forme orali acquose il riferimento tipico è TAMC 102 CFU/g o mL e TYMC 101, con assenza di E. coli in 1 g o mL; per le orali non acquose TAMC 103 e TYMC 102; per le vie cutanea, nasale e auricolare TAMC 102 e TYMC 101 con assenza di S. aureus e P. aeruginosa; per la via inalatoria si aggiunge l'assenza di Gram-negativi bile-tolleranti. Attenzione all'interpretazione dei limiti, spesso sbagliata nelle SOP: un criterio di 102 CFU corrisponde a un massimo accettabile di 200 CFU, non di 100, perché il capitolo ammette la variabilità intrinseca del metodo di conta. E il rispetto dei limiti di <1111> non esaurisce il tema: la valutazione dei microrganismi "objectionable" per prodotto, processo e paziente resta una responsabilità del produttore, come la FDA ricorda sistematicamente nelle ispezioni sui non sterili.

Raccomandazione GuideGxP

Nelle specifiche e nelle SOP, tratta <61> e <62> come un sistema unico: specifica di prodotto che cita TAMC, TYMC e i microrganismi specificati con la quantità di campione; suitability documentata per ciascuna matrice, con razionale di rivalutazione a ogni cambio di formulazione o fornitore; interpretazione dei limiti scritta nero su bianco (102 = massimo 200 CFU) per evitare OOS dichiarati per eccesso di zelo; e un razionale documentato sugli objectionable organisms oltre i target di <62>. In audit, la domanda non sarà "esegui il test?" ma "perché il tuo metodo è idoneo per questo prodotto?".

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