USP <661.1> e <661.2> sono i due capitoli generali della Farmacopea Americana che definiscono come caratterizzare i materiali plastici di costruzione e come qualificare i sistemi di confezionamento plastici per uso farmaceutico. Dal 1° dicembre 2025 i due capitoli revisionati sono ufficiali e obbligatori, e dal 1° febbraio 2026 il capitolo «ombrello» <661> non contiene più metodi di prova propri: chi ancora qualifica flaconi, tappi, blister e bottiglie HDPE «secondo USP <661>» con i vecchi test sta citando un requisito che non esiste più in quella forma. In questo articolo vediamo cosa chiede ciascun capitolo, come si dividono il lavoro e quali sono gli errori che emergono più spesso in audit.
USP <661.1> e <661.2>: la nuova architettura del capitolo <661>
La logica della suite è a due livelli. <661.1> Plastic Materials of Construction lavora a livello di materiale: la resina (HDPE, PP, PET, PVC e gli altri polimeri coperti dal capitolo) deve essere ben caratterizzata e idonea all'uso in componenti di confezionamento. <661.2> Plastic Packaging Systems for Pharmaceutical Use lavora a livello di sistema: il confezionamento finito, con tutti i suoi componenti, deve essere idoneo all'uso previsto con quel prodotto.
Il capitolo <661> revisionato, ufficiale dal 1° febbraio 2026, chiude il cerchio: i metodi di prova e i criteri di accettazione storici sono stati rimossi e la conformità a <661> si dimostra applicando i test di <661.1>, soddisfacendo i requisiti di <661.2>, o entrambi. Le informazioni del fornitore su materiali e sistemi possono supportare la valutazione di idoneità, a integrazione o in sostituzione di parte dei test. Il capitolo informativo <1661> accompagna la suite e ne spiega ambito e applicazione in ottica di sicurezza per il paziente.
Le date da fissare in memoria sono quindi due. 1° dicembre 2025: <661.1> e <661.2> diventano ufficiali nella versione revisionata e la loro applicazione non è più una scelta di adozione anticipata. 1° febbraio 2026: entra in vigore il <661> riscritto, ridotto a capitolo di indirizzo. Per chi commercializza negli Stati Uniti o dichiara conformità USP nei propri dossier, è questa coppia di scadenze — entrambe ormai alle spalle — a definire lo stato dell'arte atteso da auditor e ispettori nel 2026.
Cosa chiede USP <661.1> ai materiali di costruzione
Per ogni materiale plastico il capitolo articola la caratterizzazione su quattro aree:
- Identità del polimero (tipicamente via IR/DSC secondo le monografie di materiale);
- Proprietà fisico-chimiche generali degli estratti acquosi;
- Reattività biologica: con la revisione 2025 il test in vitro secondo USP <87> non è più richiesto per le forme orali e topiche, mentre resta per le vie a rischio più alto (parenterali, inalatori, oftalmici); un materiale che fallisce <87> va approfondito secondo <88>;
- Composizione: impurezze elementali estraibili e additivi plastici, da caratterizzare e quantificare.
Un punto spesso frainteso: superare <661.1> non è un prerequisito formale per <661.2>, ma un materiale ben caratterizzato (le resine HDPE e PP conformi a <661.1> sono considerate tali) riduce drasticamente il rischio di sorprese nella qualificazione del sistema.
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Cosa chiede USP <661.2> al sistema di confezionamento
<661.2> si applica al sistema completo: contenitore, chiusura, contagocce, tappo a scatto e ogni altro componente, inclusi i sistemi difficili da testare come i blister sigillati. La qualificazione copre tre fronti: prove fisico-chimiche sul sistema, reattività biologica in funzione della via di somministrazione e un Chemical Safety Assessment basato sul rischio, che considera insieme sistema, materiali, componenti e prodotto. Dove la valutazione del rischio indica che servono dati sperimentali, gli studi di extractables e leachables seguono i capitoli informativi <1663> e <1664>.
È qui che la revisione sposta davvero l'asticella: non basta più un certificato di conformità generico del converter. Il titolare AIC o il produttore deve poter mostrare un razionale documentato che leghi il rischio del prodotto (via di somministrazione, stato fisico, propensione all'interazione) alla profondità dei dati raccolti sul sistema.
<661.1> vs <661.2>: chi fa cosa
| Aspetto | USP <661.1> | USP <661.2> |
|---|---|---|
| Oggetto | Materiale di costruzione (resina) | Sistema di confezionamento finito |
| Obiettivo | Materiale ben caratterizzato e idoneo alla costruzione | Sistema idoneo all'uso previsto con il prodotto |
| Test chiave | Identità, fisico-chimici, reattività biologica (se applicabile), impurezze elementali e additivi | Fisico-chimici, reattività biologica, Chemical Safety Assessment risk-based (E&L secondo <1663>/<1664> se necessario) |
| Chi lo usa tipicamente | Produttore di resina/componente, con dati condivisibili a valle | Titolare del prodotto / officina di confezionamento |
| Reattività biologica per orali e topici | Non richiesta (revisione 2025) | Non richiesta (revisione 2025) |
Niente grandfathering: gli errori tipici in audit
La transizione non prevede diritti acquisiti: i materiali qualificati solo secondo il vecchio <661> vanno riqualificati rispetto a <661.1> e <661.2>. Per i prodotti multi-mercato il lavoro va inoltre coordinato con i requisiti europei sui materiali e contenitori plastici della Ph. Eur. (sezioni 3.1 e 3.2): le due farmacopee non sono armonizzate su questo fronte, e un sistema conforme alla sola Ph. Eur. non è automaticamente difendibile come conforme alla suite <661>, né viceversa. Nei dossier e nelle specifiche conviene dichiarare esplicitamente quale standard copre quale mercato.
Questi gli errori che emergono più spesso in audit e ispezione:
- SOP e specifiche che citano ancora i test del vecchio <661> come requisito corrente, dopo il 1° febbraio 2026;
- Confondere il livello materiale con il livello sistema: un dossier pieno di certificati <661.1> del fornitore di resina, ma senza alcuna valutazione <661.2> del sistema finito;
- Chemical Safety Assessment assente o fotocopiato, identico per un collirio e per uno sciroppo orale, senza razionale legato alla via di somministrazione;
- Test <87> eseguiti «per tradizione» su orali e topici, spendendo su prove non più richieste mentre mancano i dati di composizione;
- Nessun presidio del change control del fornitore: un cambio di additivo nella resina può invalidare la caratterizzazione <661.1> su cui poggia tutto il castello.
Raccomandazione GuideGxP
Trattate la suite <661> come un flusso unico: censite i sistemi plastici in uso, mappate per ciascuno quali dati <661.1> arrivano dal fornitore e quali valutazioni <661.2> sono in casa vostra, e colmate i gap partendo dai prodotti a rischio più alto (parenterali e inalatori). Formalizzate il Chemical Safety Assessment come documento vivo, collegato al change control dei fornitori, e allineate le specifiche di accettazione dei componenti alla nuova architettura. Per i sistemi a contatto con parenterali, il passo successivo naturale è la qualificazione completa del container closure system: la nostra guida operativa Extractables & Leachables e USP <381>/<382> per i parenterali copre proprio il percorso dal componente al leachable nel paziente, con toolkit pronto all'uso.