I requisiti di pulizia della USP <797> sono tra i punti più contestati nelle ispezioni alle farmacie e alle strutture che allestiscono preparazioni sterili (CSP): frequenze minime non rispettate, agenti sbagliati dentro la cappa, nessuna evidenza dei tempi di contatto. La revisione del capitolo generale <797> della Farmacopea USA — pubblicata il 1° novembre 2022 e ufficiale dal 1° novembre 2023 — ha reso questi requisiti molto più espliciti: una tabella di frequenze minime per superficie, tre tipologie di agenti con ruoli distinti e regole precise su cosa può entrare in zona ISO 5. In questo articolo trovi le frequenze, gli agenti richiesti e gli errori da evitare, con uno sguardo comparativo utile a chi lavora in ambito GMP europeo.
USP <797> e requisiti di pulizia: cosa stabilisce il capitolo revisionato
La USP <797> Pharmaceutical Compounding — Sterile Preparations disciplina l'allestimento delle preparazioni sterili negli Stati Uniti e dedica una sezione specifica a "Cleaning, Disinfecting, and Applying Sporicidal Disinfectants and Sterile 70% IPA". L'impostazione è su tre livelli, ciascuno con uno scopo diverso:
- agente di pulizia (cleaning agent): rimuove fisicamente residui, sporco e contaminazione da una superficie, ma non ha pretese di attività microbicida;
- disinfettante registrato EPA (o equivalente fuori dagli USA): distrugge batteri, funghi e virus sulle superfici inanimate, dopo la pulizia;
- disinfettante sporicida: distrugge anche le spore batteriche e fungine, e va applicato almeno una volta al mese sulle superfici previste.
A questi si aggiunge l'alcol isopropilico sterile al 70% (sIPA), che il capitolo tratta come sanitizzante di supporto — per guanti, materiali in ingresso nella cappa e superfici critiche — e non come sostituto del binomio pulizia + disinfezione. Un prodotto "one-step" registrato EPA come cleaner-disinfectant può coprire in un solo passaggio pulizia e disinfezione, ma non elimina mai l'obbligo dello sporicida periodico.
Le frequenze minime della Tabella 10
Il cuore operativo della sezione è la tabella delle frequenze minime di pulizia e disinfezione (Tabella 10 del capitolo revisionato), che copre le aree classificate e il perimetro della Segregated Compounding Area (SCA). Ecco la sintesi per le categorie di preparazione 1 e 2:
| Superficie | Pulizia e disinfezione | Applicazione sporicida |
|---|---|---|
| PEC e apparecchiature al suo interno | Ogni giorno di allestimento (e a ogni contaminazione nota o sospetta) | Mensile |
| Vassoio di lavoro rimovibile del PEC | Superficie di lavoro ogni giorno; tutte le superfici e l'area sottostante ogni mese | Mensile (incluso il lato inferiore e l'area sottostante) |
| Camere passa-materiali (pass-through) | Ogni giorno di allestimento | Mensile |
| Superfici di lavoro fuori dal PEC | Ogni giorno di allestimento | Mensile |
| Pavimenti | Ogni giorno di allestimento | Mensile |
| Pareti, porte e stipiti | Mensile | Mensile |
| Soffitti | Mensile (nella SCA solo se visibilmente sporchi o con contaminazione sospetta) | Mensile (stessa eccezione per la SCA) |
| Scaffalature e contenitori di stoccaggio | Mensile | Mensile |
| Apparecchiature fuori dal PEC | Mensile | Mensile |
Due precisazioni importanti. Primo: per le preparazioni di Categoria 3 (quelle con beyond-use date estese) lo sporicida passa da mensile a settimanale su PEC, pass-through, superfici di lavoro e pavimenti. Secondo: queste sono frequenze minime — le SOP interne devono alzarle quando il risk assessment della struttura lo richiede, e la pulizia va comunque ripetuta a ogni versamento e a ogni contaminazione nota o sospetta.
Frequenze, agenti e interpretazioni ufficiali dei capitoli USP cambiano più spesso di quanto sembri. Se vuoi un aggiornamento settimanale, pratico e senza fronzoli su questi temi, iscriviti a The Pragmatic GMP, la newsletter gratuita di GuideGxP: il modo più rapido per non farti sorprendere dalla prossima revisione.
Gli agenti giusti nel posto giusto: sterilità, salviette low-lint e tempi di contatto
Oltre al "quando", la USP <797> è precisa sul "con che cosa". Le regole che generano più non conformità sono quattro:
- Dentro il PEC solo agenti sterili. Detergenti, disinfettanti e sporicidi usati all'interno del dispositivo di controllo primario (cappa a flusso laminare, isolatore, BSC) devono essere sterili; fuori dal PEC la sterilità è raccomandata. Anche i materiali di pulizia usati nel PEC devono essere sterili, con l'eccezione dei manici e dei supporti, che vanno comunque puliti e disinfettati prima dell'uso.
- Materiali a basso rilascio di particelle. Tutti i supporti di pulizia devono essere low-lint; salviette, spugne e mop monouso sono raccomandati.
- Tempi di contatto documentati. Vale quanto indicato dal produttore o da dati pubblicati: lo stesso prodotto può richiedere, ad esempio, 1 minuto come battericida e 3 minuti come sporicida. Applicare lo sporicida e asciugare subito è uno degli errori più frequenti.
- sIPA usato per ciò che è. L'alcol isopropilico sterile al 70% va applicato sui guanti immediatamente prima dell'allestimento e regolarmente durante il lavoro, e su ogni articolo che entra nel PEC (lasciandolo asciugare). Non è un detergente e non sostituisce la disinfezione programmata.
USP <797> e Annex 1 EU: due mondi, una logica comune
Per chi opera in ambito GMP europeo il capitolo USP è un utile termine di confronto. L'Annex 1 di EudraLex (rev. 2022), applicabile alla produzione sterile industriale, segue la stessa logica: programma documentato di pulizia e disinfezione, impiego di più di un agente disinfettante, applicazione periodica di uno sporicida, disinfettanti sterili nelle zone di grado A e B e verifica dell'efficacia degli agenti. Le differenze stanno nel perimetro — l'Annex 1 copre la fabbricazione di medicinali sterili, la USP <797> l'allestimento galenico di CSP — e nel livello di prescrittività: la tabella USP delle frequenze minime per superficie è più granulare di quanto l'Annex 1 richieda esplicitamente, e proprio per questo è un ottimo benchmark anche per chi scrive SOP di pulizia in cleanroom europee.
Gli errori più comuni nelle ispezioni
- Sporicida dimenticato o non documentato: la disinfezione quotidiana c'è, ma manca l'evidenza dell'applicazione mensile (o settimanale per la Categoria 3).
- Agenti non sterili nel PEC: flaconi "da reparto" usati dentro la cappa, o sIPA non sterile.
- Tempi di contatto ignorati: superficie asciugata prima che l'agente abbia agito, senza alcun riferimento al tempo di contatto nelle SOP.
- Log incompleti: le frequenze minime si dimostrano solo con registrazioni firmate e datate per superficie, non con una generica "pulizia eseguita".
- One-step frainteso: prodotto cleaner-disinfectant usato come alibi per saltare lo sporicida periodico.
Raccomandazione GuideGxP
Traduci la Tabella 10 in un programma di pulizia per superficie, con tre colonne: agente (e sua sterilità), frequenza minima e tempo di contatto. Collega ogni riga a un log firmabile e fai verificare il programma durante le autoispezioni, campionando i record del mese precedente. Se la tua struttura allestisce in Categoria 3, evidenzia in SOP le superfici che passano a sporicida settimanale: è il punto che gli ispettori controllano per primo. E ricorda che le frequenze USP sono il pavimento, non il soffitto: il risk assessment locale può solo alzarle.
Se lavori in ambito GMP europeo e vuoi padroneggiare contaminazione, sterilità e convalide con lo stesso approccio operativo, la nostra Guida Operativa agli Annex GMP 1, 15, 16 e 20 copre la Contamination Control Strategy, la disinfezione in cleanroom e le qualifiche richieste dall'Annex 1, con toolkit pronti all'uso.